I tagli boschivi costituiscono interventi con un impatto rilevante sulla biodiversità dei siti della Rete Natura2000. Non vi è soltanto il disturbo antropico associato alle attività di taglio. Tali operazioni alterano la struttura del bosco, determinando il diametro medio dei tronchi, l’altezza, il livello di disetaneità, la quantità di necromassa al suolo e di alberi secchi in piedi. Tutto questo ha effetti rilevanti sull’avifauna. Specie come Balia dal Collare (Ficedula albicollis) e Picchio dorsobianco (Dendrocopos leucotos) sono strettamente legate a boschi con grandi quantità di legno marcescente.
La SOA interviene da anni nelle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale (V.Inc.A.) condotte dalla Regione Abruzzo, rilevando in particolare che gli studi depositati a supporto dei progetti di taglio non rispettano le Linee guida nazionali sulla V.Inc.A.
Al fine di fornire una evidenza più robusta del modo in cui queste procedure sono svolte, la SOA, con il contributo di Forum Ambientalista e LIPU, ha incaricato l’ornitologo Augusto De Sanctis di condurre uno studio su tutti i progetti, ben 32, pubblicati tra il 2022 e il 2025, per oltre 700 ettari interessati, presentati per il vasto sito Natura2000 “Monti Simbruini”.
Il rapporto che ne è derivato, scaricabile qui sotto (con le tabelle allegate), conferma, mediante un’analisi puntuale e approfondita, la violazione costante e generalizzata delle disposizioni europee in materia di tutela della biodiversità. Nonostante, infatti, la presenza delle suddette specie protette, di indiscussa importanza ecologica e biogeografica (tra l’altro in occasione dello studio è stata condotta una ricerca sulla presenza come nidificante del Picchio dorsobianco, di cui si fornisce un primo resoconto nel rapporto), tutti i progetti di taglio vengono autorizzati senza alcuna prescrizione e sulla base di studi lacunosi sotto il profilo tanto formale (per esempio assenza di figure professionali qualificate) quanto sostanziale.







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