Uno studio sui Gracchi pubblicato in una autorevole rivista internazionale, con la partecipazione della SOA

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Uno studio pubblicato sulla rivista PeerJ dal titolo Comparative range-wide phylogeography and evolutionary history of the two Pyrrhocorax species, che vede tra i coautori Augusto De Sanctis, ha analizzato la divergenza evolutiva causata dalle variazione ambientali e dall’isolamento geografico tra il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax, ) e il Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus) – presento anche in Abruzzo – lungo gran parte del loro areale paleartico. Questo si estende dall’Irlanda occidentale e la Gran Bretagna verso Est attraverso l’Europa meridionale, il Nord Africa, le regioni montuose dell’Anatolia, l’Asia centrale, l’Himalaya, la Mongolia e la Cina.

Dei campioni analizzati, estraendo il DNA mitocondriale dalle penne raccolte sul terreno (65 di Gracchio corallino e 33 di Gracchio alpino), 6 provenivano da Gracchi corallini ‘italiani’, tra cui quelli abruzzesi. Le analisi genetiche indicano che il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax) e il Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus) si sono differenziati circa 2,5 milioni di anni fa, alla transizione tra il Pliocene e il Pleistocene. Questa divergenza sembra essere stata favorita dalle profonde trasformazioni ambientali che interessarono l’Asia centrale e, in particolare, la regione himalayana e l’altopiano tibetano.

In quel periodo, il progressivo sollevamento dell’altopiano tibetano, l’accentuarsi dell’aridità in molte aree dell’Asia interna e le prime grandi oscillazioni climatiche pleistoceniche modificarono profondamente gli habitat montani. Popolazioni ancestrali di Pyrrhocorax rimasero isolate in ambienti differenti lungo gradienti altitudinali e climatici, avviando un processo di divergenza che portò alla formazione delle due specie odierne.

Dalla regione himalayano-tibetana le due specie si sarebbero successivamente diffuse verso occidente, colonizzando l’Europa, il Nord Africa e altre aree del Paleartico.

In altre parole, i gracchi che oggi osserviamo sulle montagne europee, incluse le Alpi e gli Appennini, appartengono a due linee evolutive che si erano già separate da oltre due milioni di anni prima di raggiungere l’Europa.

Per il Gracchio alpino sono state identificate due principali linee mitocondriali: una linea himalayana altamente divergente e una linea euro-maghrebina (Europa-Marocco), separate da circa 94.000 anni. Al contrario, il Gracchio corallino mostra  una marcata complessità filogeografica, caratterizzata da una forte differenziazione est-ovest e da ulteriori strutturazioni regionali in Europa, Nord Africa, Isole Canarie, Etiopia e Asia centrale, con tempi di divergenza compresi tra 750.000 anni fa e 61.000-94.000 anni fa.

Questi risultati mettono in luce il ruolo combinato dell’isolamento storico, delle dinamiche climatiche del Pleistocene, dei gradienti altitudinali e dei vincoli ecologici nel determinare la divergenza evolutiva nel genere Pyrrhocorax: un quadro che fornisce indicazioni essenziali per la gestione della conservazione, sottolineando l’importanza di preservare linee evolutive distinte all’interno di popolazioni frammentate e in declino.

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